Per molti veterani di ritorno dal combattimento, la battaglia non finisce sul campo di battaglia. Per il ranger dell’esercito Jesse Gould, la lotta si è manifestata come disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e lesioni cerebrali traumatiche in seguito a tre dispiegamenti in Afghanistan. Di fronte all’ipervigilanza, alla depressione e alla dipendenza dall’alcol per far fronte, Gould si ritrovò intrappolato in un ciclo comune a molti membri del servizio: la dipendenza dai tradizionali trattamenti di “mantenimento” come la terapia della parola e i farmaci quotidiani che gestiscono i sintomi piuttosto che risolvere il trauma sottostante.

Alla ricerca di una soluzione più permanente, Gould si è rivolto alle sostanze psichedeliche, una mossa che da allora ha trasformato la sua vita e lo ha portato a lanciare l’Heroic Hearts Project, un’organizzazione no-profit che fornisce ritiri di psilocibina e ayahuasca specifici per i veterani.

La scienza del trauma “disturbante”.

L’interesse per la terapia assistita da psichedelici non è meramente aneddotico; è radicato nel modo in cui queste sostanze interagiscono con il cervello umano. Secondo Joseph Zamaria, psicologo clinico dell’Università della California, a San Francisco, la psilocibina può interrompere la “rete in modalità predefinita” del cervello.

In termini pratici, questo significa:
Rompere schemi di pensiero ripetitivi: Il trauma spesso crea un “solco ripetitivo” nella mente in cui una persona interiorizza la propria esperienza (ad esempio, “Mi vergogno” o “Sono distrutto”).
Distacco dall’identità: gli psichedelici possono consentire agli individui di distaccarsi da queste narrazioni auto-referenziali e dannose.
Apprendimento migliorato: Lo “stato di apprendimento elevato” indotto da queste sostanze può consentire ai pazienti di elaborare e integrare i ricordi traumatici in modo più efficace.

Ricerche recenti supportano questo potenziale. Uno studio del 2025 pubblicato sul Journal of Psychopharmacology che ha coinvolto 22 adulti affetti da disturbo da stress post-traumatico ha suggerito che la psilocibina, se somministrata insieme al supporto psicologico, è sicura, ben tollerata e collegata al miglioramento dei sintomi.

Un tiro alla fune legislativo

Con l’aumento delle prove cliniche, aumenta anche un’ondata di azioni legislative negli Stati Uniti. Mentre la Food and Drug Administration (FDA) deve ancora concedere la piena approvazione per questi trattamenti, diversi stati stanno procedendo in modo indipendente:

  • Legalizzato per uso terapeutico: Colorado, New Mexico e Oregon.
  • Sotto esame: almeno altri otto stati, tra cui Iowa, Massachusetts, Missouri, New Jersey e New York.

Questo movimento ha creato una divisione tra i sostenitori della base e i tradizionalisti medici. Da un lato, legislatori come il deputato del Minnesota Andy Smith sostengono che gli attuali strumenti per il trattamento del disturbo da stress post-traumatico e del disturbo da uso di sostanze sono insufficienti per le esigenze di una generazione plasmata dalla guerra in Iraq.

D’altro canto, esperti come Albert Garcia-Romeu della Johns Hopkins University invitano alla cautela. Pur riconoscendo che la psilocibina è relativamente sicura, avverte di:
Rischi sconosciuti: Potenziale episodio psicotico o maniacale in alcuni individui.
Mancanza di standardizzazione: il pericolo di normative statali “goffe” piuttosto che di linee guida uniformi e autorevoli della FDA.

L’urgenza della crisi

Il dibattito sull’opportunità di attendere l’approvazione federale è spesso inquadrato come una scelta tra cautela e progresso. Tuttavia, per sostenitori come Gould, l’approccio “aspetta e vedi” comporta un costo umano che è già stato pagato.

L’urgenza è dettata da una triste realtà: Il tasso di suicidio tra i veterani statunitensi è più del doppio di quello della popolazione generale. Nel 2023, secondo il CDC, il tasso era pari a 35 morti ogni 100.000 veterani.

Per mitigare i rischi, organizzazioni come Heroic Hearts Project implementano rigorosi protocolli di sicurezza. Gould sottolinea che i loro ritiri non sono “tutti contro tutti”; utilizzano un robusto processo di assunzione che esclude individui con predisposizioni alla schizofrenia o ad alcuni disturbi bipolari. Concentrandosi su screening, preparazione e integrazione, il progetto ha ospitato oltre 1.500 veterani senza che sia stato segnalato un solo episodio psicotico.

“Penso che qualcosa di brutto stia già accadendo ai veterani perché si stanno togliendo la vita”, dice Gould. “Preferisco [soluzioni guidate dallo Stato] piuttosto che dire semplicemente: ‘Ehi, non c’è altra opzione.'”


Conclusione
Mentre la comunità medica valuta la rigorosa sicurezza dell’approvazione della FDA rispetto al potenziale immediato e salvavita della terapia psichedelica, il movimento guidato dai veterani suggerisce che per coloro che si trovano nel mezzo di una crisi di salute mentale, aspettare una regolamentazione perfetta potrebbe non essere un’opzione.