Trasformare rifiuti di plastica e vecchie batterie per auto in idrogeno pulito

Gli scienziati dell’Università di Cambridge hanno sviluppato un innovativo processo “one-pot” che trasforma i rifiuti di plastica difficili da riciclare in combustibile a idrogeno pulito e preziosi prodotti chimici industriali. Combinando l’energia solare con l’acido solforico recuperato dalle batterie scartate per auto, questo metodo affronta contemporaneamente due importanti sfide ambientali: l’inquinamento da plastica e l’inefficiente riciclaggio delle batterie al piombo-acido.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Joule, dimostra un sistema circolare di upcycling che non solo scompone la plastica, ma la converte anche in prodotti utili, offrendo un’alternativa sostenibile alla tradizionale produzione di idrogeno a base di combustibili fossili.

Il divario del riciclo della plastica

La scala globale dei rifiuti di plastica è sconcertante. Solo nel 2025, il mondo ha generato oltre 440 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica (400 milioni di tonnellate). Nonostante questo volume, * * meno del 10% * * è stato effettivamente riciclato.

L’ostacolo principale è la diversità dei tipi di plastica. Mentre le plastiche comuni come il polipropilene e il polietilene possono essere fuse e remoldate, altre richiedono guasti chimici complessi. Questa categoria comprende polimeri di condensazione come:
* * * Polietilene tereftalato (PET): * * Utilizzato negli imballaggi di alimenti e bevande.
* * * Poliuretano (PU):** Trovato in schiuma ammortizzazione, biancheria da letto, e isolamento.
* * * Nylon: * * Un polimero sintetico utilizzato nei tessuti e nelle materie plastiche.

Questi materiali si formano attraverso reazioni chimiche che rilasciano acqua, creando lunghe catene polimeriche. Per riciclarli, l’acqua deve essere reintrodotta per rompere questi legami—un processo chiamato idrolisi-rilasciando i mattoni originali, o monomeri.

Una soluzione in due fasi in un reattore

Il team di Cambridge, guidato dal ricercatore Kay Kwarteng, mirava ad andare oltre il semplice recupero dei monomeri. Hanno progettato un sistema a reattore singolo che combina la depolimerizzazione della plastica con la generazione di idrogeno.

Passo 1: abbattere la plastica

Il processo inizia con bottiglie di plastica PET, che vengono macinate in una polvere fine e sciolte in acido solforico concentrato. La miscela viene riscaldata a * * 140°C (284°F)**, innescando l’idrolisi. Questo rompe l’ANIMALE in due preziosi monomeri:
1. ** Acido tereftalico: * * Che precipita dalla soluzione man mano che si forma.
2. ** Glicole etilenico: * * Che rimane nel liquido acido.

Fase 2: Generazione di idrogeno dagli acidi di scarto

Tradizionalmente, la produzione di idrogeno da glicole etilenico richiede condizioni alcaline. Tuttavia, i ricercatori hanno affrontato un vincolo:volevano usare acido solforico recuperato da batterie per auto riciclate. Attualmente, quando le batterie delle auto vengono riciclate, viene recuperato solo il piombo, lasciando l’acido come rifiuto.

Per fare questo lavoro, il team ha sviluppato un nuovo catalizzatore * * a base di molibdeno * * stabile in ambienti acidi. Quando esposto alla luce solare, questo catalizzatore ossida il glicole etilenico. Questa reazione rilascia elettroni, che convertono i protoni dall’acido in idrogeno gassoso. Il glicole etilenico rimanente viene convertito in acido acetico.

“L’acido solforico è un componente delle batterie per auto, ma quando vengono riciclate, recuperano solo la componente di piombo”, ha spiegato Kay Kwarteng. “Potremmo estrarre l’acido della batteria e usarlo invece. È un argomento forte per la sostenibilità.”

Beyond Hydrogen: applicazioni industriali

Mentre l’idrogeno e l’acido acetico sono meno preziosi del monomero originale del glicole etilenico, il processo offre una piattaforma versatile per altre reazioni chimiche. Il professor Erwin Reisner, coautore dello studio, ha evidenziato il potenziale per l’idrogenazione, un processo industriale critico che si basa tipicamente sull’idrogeno derivato da combustibili fossili.

In uno studio di follow-up pubblicato in Angewandte Chemie International Edition, i ricercatori hanno dimostrato che questo sistema potrebbe idrogenare substrati contenenti azoto in blocchi di costruzione farmaceutici. Utilizzando i rifiuti di plastica come fonte di idrogeno invece dei combustibili fossili, l’impronta di carbonio di queste reazioni è * * ridotta della metà**.

Sfide e prospettive future

L’uso di più input riciclati—rifiuti di plastica, acido della batteria ed energia solare—è innovativo. Tuttavia, la commercializzazione deve affrontare ostacoli. Amit Kumar, un ricercatore di catalisi presso l’Università di St Andrews, ha osservato che mentre la scienza è eccitante, il passo fotochimico può essere difficile da scalare per uso industriale.

Il team di Cambridge sta ora lavorando per adattare il processo per i reattori a flusso, che consentono la conversione continua dei reagenti in prodotti piuttosto che l’elaborazione in batch. In caso di successo, questa tecnologia potrebbe fornire un metodo scalabile e a basse emissioni di carbonio per la produzione di sostanze chimiche e combustibili essenziali, trasformando due dei flussi di rifiuti più persistenti al mondo in risorse preziose.

Conclusione

Questo processo innovativo rappresenta un passo significativo verso un’economia circolare, dimostrando che i rifiuti di plastica e l’acido delle batterie possono essere trasformati in energia pulita e precursori farmaceutici. Integrando l’energia solare e i reagenti derivati dai rifiuti, la tecnologia offre un percorso sostenibile per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, affrontando al contempo l’inquinamento da plastica globale.