Le piante intorno al fiume Colorado attingono alle riserve idriche sotterranee durante i periodi di siccità, riducendo la quantità di acqua che raggiunge il sistema fluviale già teso. Questa scoperta, proveniente da un nuovo studio che utilizza sensori a livello del suolo in Colorado, conferma un “paradosso della siccità”: le piante non riducono il consumo di acqua durante i periodi di siccità, ma la trovano semplicemente altrove.

Il drenaggio nascosto delle risorse idriche

Oltre 1,4 miliardi di persone in tutto il mondo dipendono dall’acqua dei fiumi spinti dallo scioglimento delle nevi e il fiume Colorado rifornisce oltre il 10% della popolazione degli Stati Uniti. Ma con l’aumento delle temperature, meno acqua scorre in questi fiumi, e gli scienziati stanno ora scoprendo il perché : le piante mantengono i tassi di traspirazione anche quando l’umidità superficiale svanisce. Stanno accedendo alle acque sotterranee poco profonde che altrimenti alimenterebbero il fiume.

I ricercatori dell’Università di Princeton hanno monitorato il movimento dell’acqua attraverso un’area di 81 ettari dello spartiacque dell’East River, che defluisce nel fiume Colorado, durante il 2023 e il 2024. Lo studio mostra che le piante hanno costantemente accesso alle riserve idriche indipendentemente dalle condizioni meteorologiche. Ciò significa che anche gli anni con grandi manti nevosi vedono un deflusso ridotto a causa del maggiore utilizzo di acqua da parte delle piante.

Perché questo è importante adesso

Il bacino del fiume Colorado si è riscaldato di 1,4°C (2,5°F) nel corso dell’ultimo secolo e i flussi d’acqua sono diminuiti del 35% negli ultimi sette anni. Questo studio aiuta a spiegare il perché. Quando le temperature salgono, le piante non si limitano a rallentare la traspirazione; lo intensificano attingendo alle acque sotterranee. Ciò sta accadendo anche con un aumento dello scioglimento della neve, il che significa che il manto nevoso da solo non è più un indicatore affidabile della futura disponibilità di acqua.

Le implicazioni sono evidenti: dobbiamo rivedere i nostri bilanci idrici. I modelli attuali potrebbero sottostimare la quantità di acqua effettivamente disponibile perché non tengono pienamente conto di questo drenaggio nascosto guidato dalle piante.

Qual è il prossimo passo?

Nuove regole sulla condivisione dell’acqua per il bacino del fiume Colorado sono previste per il prossimo anno, ma i negoziati sono in fase di stallo. Il calo dei flussi e l’aumento delle temperature non faranno altro che rendere più difficili questi colloqui. Comprendere l’intera portata dell’evapotraspirazione, inclusa l’estrazione delle acque sotterranee da parte delle piante, è ora fondamentale per un’accurata gestione dell’acqua.

“Un migliore bilancio idrico che tenga conto dell’aumento della traspirazione estiva è un fattore davvero importante per determinare quanta acqua c’è nel bacino, prima di iniziare a dividerla”, afferma Reed Maxwell, un ingegnere ambientale a Princeton.

Lo studio è una prestampa, il che significa che non è stato ancora sottoposto a peer review, ma gli esperti concordano sul fatto che le sue misurazioni dirette rafforzano la crescente evidenza che le temperature più calde stanno esacerbando la carenza d’acqua nella regione.

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