Più di 43.000 anni fa, i Neanderthal si dedicarono a una pratica misteriosa: la raccolta ripetuta e il posizionamento deliberato di teschi di animali, in particolare quelli con corna o palchi, nel profondo di una grotta in quella che oggi è la Spagna. Questo comportamento non era legato al cibo, agli strumenti o al riparo, ma sembra essere una prima forma di espressione culturale, sfidando le precedenti ipotesi sulle capacità cognitive dei Neanderthal.

La scoperta nella grotta della Des-Cubierta

Il sito, la grotta Des-Cubierta, è stato scavato per la prima volta nel 2009, ma è stato solo nel 2023 che i ricercatori hanno iniziato a riconoscere la peculiare disposizione di oltre 35 grandi teschi di mammiferi trovati al suo interno. Fondamentalmente, le ossa della mascella mancavano in quasi tutti gli esemplari e la selezione ha favorito specie con corna e corna come il bisonte delle steppe e l’uro.
La grotta conteneva anche oltre 1.400 strumenti in pietra caratteristici della tecnologia musteriana di Neanderthal, confermando ulteriormente la loro presenza.

Separare l’azione umana dagli eventi naturali

Le osservazioni iniziali suggerivano un accumulo casuale, ma un’analisi dettagliata dell’archeologa Lucía Villaescusa Fernández e del suo team ha rivelato uno schema intenzionale. I ricercatori hanno meticolosamente distinto tra gli effetti delle cadute di massi naturali nel corso dei millenni e le azioni mirate dei Neanderthal.
Questo è un passo fondamentale in archeologia: identificare accuratamente i depositi causati dall’uomo rispetto a quelli naturali. Lo studio, pubblicato sulla rivista Archaeological and Anthropological Sciences, ha scoperto che i teschi erano posizionati intenzionalmente, non semplicemente depositati da processi geologici.

Comportamento rituale a lungo termine

La mappatura spaziale effettuata dal team ha dimostrato che i Neanderthal raccoglievano e posizionavano ripetutamente i teschi per periodi prolungati, soprattutto durante i periodi più freddi tra 135.000 e 43.000 anni fa. Ciò suggerisce che la pratica sia stata sostenuta attraverso generazioni, indipendentemente dai bisogni di sopravvivenza immediati come il cibo o l’acquisizione di risorse.
La natura ripetuta dei depositi nel cranio implica una tradizione, un comportamento culturale non economico tramandato nel tempo.

Implicazioni per comprendere la cultura di Neanderthal

Lo scopo dietro questo comportamento rimane sconosciuto, ma la selezione deliberata e il posizionamento dei teschi in una grotta non utilizzata come abitazione suggerisce una capacità di pensiero simbolico che trascende la sopravvivenza di base.
Come osserva l’archeologo Ludovic Slimak, questa scoperta sposta l’attenzione dal fatto se i Neanderthal fossero “simbolici come noi” a quali forme uniche di significato sviluppassero in modo indipendente. Questa prova suggerisce che le culture di Neanderthal erano complesse e strutturate in modi distinti da quelle dell’Homo sapiens.

“Questo sito suggerisce che esistessero mondi di significato di Neanderthal, ma potrebbero essere stati strutturati in modo molto diverso da quelli di Homo sapiens “, sostiene Slimak.

La scoperta impone una rivalutazione delle società di Neanderthal, evidenziando la loro capacità di trasmissione culturale e tradizioni condivise. Si tratta di una prova rara e solida che conferma che i Neanderthal erano capaci di comportamenti simbolici separati dai bisogni fondamentali di sopravvivenza, spingendo i confini della nostra comprensione di questo parente umano estinto.

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