Elon Musk, CEO di SpaceX, ha recentemente delineato piani ambiziosi per stabilire un impianto di produzione di satelliti sulla Luna, completo di un “mass driver” – essenzialmente una colossale catapulta elettromagnetica – per lanciare satelliti alimentati dall’intelligenza artificiale direttamente nello spazio profondo. Questo concetto, sebbene futuristico, si basa su decenni di ricerca sulle infrastrutture spaziali basate sulla Luna e rappresenta un potenziale cambiamento nel modo in cui affrontiamo l’informatica spaziale e l’utilizzo delle risorse.

La Visione: Fabbriche Lunari e Lanciatori Elettromagnetici

La proposta di Musk, dettagliata in un aggiornamento di febbraio e rafforzata durante un incontro con lo staff di xAI, è incentrata sulla riduzione del costo del calcolo dell’IA spostando la produzione fuori dalla Terra. Egli stima che entro due o tre anni la produzione di intelligenza artificiale basata sullo spazio sarà l’opzione più economica, sfruttando la Luna come piattaforma a bassa gravità e ricca di risorse. La chiave di questa visione è il mass driver, un sistema in grado di accelerare i carichi utili nello spazio senza fare affidamento sul costoso e inefficiente carburante per missili.

“Utilizzando un driver di massa elettromagnetico e la produzione lunare, è possibile inviare da 500 a 1000 TW/anno di satelliti AI nello spazio profondo.” – Elon Musk

Il concetto non è nuovo. Già nel 1974, il visionario dello spazio Gerard O’Neill propose simili motori di massa lunare, inizialmente progettati per scagliare in orbita il minerale lunare estratto per la costruzione di colonie spaziali e satelliti per l’energia solare. I ricercatori del MIT, guidati da O’Neill e Henry Kolm, costruirono prototipi dimostrando la fattibilità di tali sistemi, suggerendo che anche un motore di massa relativamente corto da 520 piedi potrebbe lanciare quantità significative di materiale dalla superficie lunare.

Perché adesso? L’economia dell’informatica spaziale

La rinascita di questa idea è guidata dalla crescente domanda di potenza di calcolo, unita al calo dei costi di accesso allo spazio. Il megarazzo Starship di SpaceX, progettato per la consegna di massicce merci, è fondamentale per questo piano. La Luna offre vantaggi unici: abbondante energia solare, una piattaforma stabile per la produzione e l’accesso a risorse preziose come silicio, titanio, alluminio e ghiaccio d’acqua.

Robert Peterkin della General Atomics Electromagnetic Systems ha recentemente sostenuto che i lanciatori elettromagnetici sono una scelta superiore ai razzi chimici perché possono utilizzare l’energia solare lunare invece di importare carburante dalla Terra. L’Ufficio per la ricerca scientifica dell’aeronautica americana ha anche finanziato studi sui sistemi di lancio elettromagnetici lunari, riconoscendo il loro potenziale sia per la sicurezza nazionale che per la crescita economica.

L’ecosistema lunare: un futuro oltre la dipendenza dalla Terra

L’obiettivo finale è creare un ecosistema lunare autosufficiente in cui le risorse vengano estratte, elaborate e utilizzate per costruire infrastrutture nello spazio. Ciò ridurrebbe la dipendenza dalle catene di approvvigionamento basate sulla Terra, rendendo le operazioni spaziali più accessibili e scalabili. La base lunare pianificata di SpaceX, insieme alla capacità di carico di Starship, sarà cruciale per realizzare questa visione.

Le risorse non sfruttate della Luna sono un fattore chiave. I materiali lunari possono essere utilizzati per rifornire, riparare e rifornire i veicoli spaziali in orbita a una frazione del costo di trasporto dei materiali dalla Terra. Questo potenziale cambiamento nelle infrastrutture spaziali potrebbe ridurre drasticamente le barriere all’ingresso per ulteriori esplorazioni e sviluppi spaziali.

In conclusione, la proposta di Elon Musk di costruire una catapulta satellitare sulla luna non è solo un altro progetto ambizioso. È un passo logico verso la realizzazione della produzione spaziale, sfruttando decenni di ricerca e la promessa di operazioni spaziali più economiche e sostenibili. La convergenza della missilistica avanzata, dell’utilizzo delle risorse lunari e del calo dei costi informatici suggerisce che questa visione potrebbe diventare una caratteristica distintiva della prossima generazione di esplorazione spaziale.

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