La missione Artemis 2 della NASA invierà quattro astronauti in un volo di 10 giorni intorno alla luna, ma non sulla superficie lunare. Questa decisione non è una battuta d’arresto, ma un passo deliberato in un approccio graduale all’esplorazione lunare a lungo termine. La missione, il cui lancio è previsto per il 1 aprile, trasporterà gli astronauti della NASA Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e l’astronauta dell’Agenzia spaziale canadese Jeremy Hansen, segnando la prima volta che un astronauta nero (Glover) e una donna (Koch) si avventureranno così vicino alla luna, insieme al primo astronauta non americano in una missione del genere.
L’approccio per fasi: test prima dell’atterraggio
Il programma Artemis è strutturato come una serie di test prima di impegnarsi in un atterraggio con equipaggio. La navicella spaziale Orion utilizzata nell’Artemis 2 non dispone di capacità di atterraggio e la NASA dà priorità a test rigorosi per ogni missione. L’Artemis 1 senza equipaggio nel 2022 ha orbitato con successo intorno alla Luna, e Artemis 2 metterà alla prova i sistemi di supporto vitale dell’Orion e le prestazioni dell’equipaggio nello spazio profondo.
Il primo allunaggio con equipaggio è ora previsto per Artemis 4, non prima del 2028. Questo cambiamento è dovuto a una combinazione di fattori, tra cui ritardi nello sviluppo di tecnologie chiave e una ristrutturazione dello stesso programma Artemis.
Il percorso verso Artemis 4: sfide e ritardi
Originariamente, Artemis 3 era previsto per il 2027, ma la NASA ha modificato la missione per concentrarsi sull’attracco orbitale e sulle operazioni di rendezvous tra Orion e i lander con equipaggio privato sviluppati da SpaceX (Starship) e Blue Origin (Blue Moon). Questo cambiamento è il risultato diretto delle sfide sia con il sistema di atterraggio umano (HLS) che con lo scudo termico di Orion.
La competizione del sistema di atterraggio umano
Nel 2021, SpaceX si è aggiudicata un contratto da 2,9 miliardi di dollari per Starship come HLS principale, scatenando le proteste di concorrenti come Blue Origin. Cause legali e pressioni politiche alla fine portarono la NASA a includere Blue Origin come fornitore secondario con un contratto da 3,4 miliardi di dollari. Lo sviluppo iniziale di Starship da parte di SpaceX ha subito ritardi, incluso un volo di prova fallito nel 2023, che ha ritardato le tempistiche. Nonostante i recenti progressi con cinque voli di prova nel 2025, la NASA rimane cauta, con i funzionari che esprimono apertamente preoccupazioni sul ritmo del programma.
Anomalia dello scudo termico di Orione
La missione Artemis 1 ha rivelato una perdita inaspettata di materiale dallo scudo termico di Orion durante il rientro. Un’indagine condotta dall’Ufficio dell’Ispettore Generale (OIG) della NASA nel 2024 ha identificato oltre 100 anomalie, portando a una traiettoria rivista per Artemis 2 e a un rinvio di Artemis 3 e 4. L’agenzia ora prevede di valutare i risultati di Artemis 2 prima di impegnarsi in un atterraggio sulla luna.
Gli obiettivi a lungo termine
Il più ampio programma Artemis mira a stabilire una presenza lunare sostenibile e ad affermare la leadership degli Stati Uniti nello spazio cislunare, in parte come contromisura alle crescenti ambizioni spaziali della Cina. Sebbene l’obiettivo iniziale fosse un atterraggio nel 2024 (sotto l’amministrazione Trump), i ritardi nello sviluppo della tuta spaziale, dell’HLS e dei problemi relativi allo scudo termico hanno fatto avanzare la tempistica.
Entro il 2028, la NASA intende far atterrare gli astronauti sulla Luna con Artemis 4. Le proiezioni interne di SpaceX suggeriscono un potenziale atterraggio nel settembre 2028, subordinato al successo del rifornimento orbitale e alle dimostrazioni di atterraggio senza equipaggio.
Il programma Artemis rappresenta un’impresa complessa, in equilibrio tra ambizione e realismo. L’attuale traiettoria dà priorità alla sicurezza e ai test approfonditi rispetto al rapido dispiegamento, garantendo un percorso più sostenibile e affidabile per l’esplorazione lunare.
























